Fare futuro ed Italianieuropei, forse i migliori pensatoi dell’Italia di ogggi a destra come a sinistra, hanno proposto l’introduzione dell’ora di religione islamica per gli studenti musulmani delle nostre scuole, che si fanno di anno in anno più numerosi.
A molte reazioni positive se ne sono contrapposte altre, anch’esse numerose, di senso contrario, tra le quali hanno spiccato quelle dell Lega, aprioristicamente contraria ad ogni apertura alla diversità nell’ottusità montanara dei suoi militanti, e delal Chiesa cattolica.
Quest’ultima, sempre pronta a perorare la causa delal libertà religiosa e dell’eguaglianza giuridica e sociale delel fedi in quesi contesti dove essa appare minoritaria, è invero sempre pronta a ricordare il suo peso nelle situazione ove essa si trovi maggioritaria e dove quindi venga più produttivo richiamare il principio che tutela il senso religioso della maggioranza, specialmente quando questo si trova rafforzato da un Concordato.
Personalmente credo che la Religione vada affrontata, parte com’è della sfera personale e famigliare di ognuno, al di fuori delle aule scolastiche, le quali, come ogni spazio pubblico, dovrebbero avere natura aconfessionale nel pieno rispetto di tutti i credenti, di ogni confessione o religione (mentre sinceramente mai ho capito come gli atei possano sentirsi offesi da rappresentazioni grafiche della fede come il crocefisso, tanto più che sbandierano, spesso con una veemenza da mistici esaltati, il valore della razionalità presuntamente scientifica).
Nel caso dell’Islam, religione dalle mille sfaccetature e dalle diverse interpretazioni, sarebbe estremamente arduo riuscire a sintetizzaarla in un corso di studi, in special modo per le classi della scuola primaria, senza che questo possa significare una tradizione interpretativa invece che un’altra. Insegnare l’Islam Sunnita o quello Sciita? ed all’interno di quello sunnita, quale delle quattro scuole principali utillizzare? Insegnare la Scià dei settimani o quelal dei duodecimani? e tra questi ultimi, privilegiare la tradizone araba di Najafe Kerbala o quella persiana di Qom?
Ancora oggi un’accordo con un Islam italiano è lontano dall’essere raggiunto per la difficoltà a comprendere chi possa presentarsi come rappresentante della fede di Allah nel nostro paese, ed anche l’esperimento della Consulta si è presto arenato, in quanto il nostro attuale governo si è dimostrato, tutto preso com’è dagli interssi del Presidente del Consiglio e risucchiato dalle demagogiche concioni della Lega, ben poco attento al problema, mentre i componenti della Consulta stessa si dimostravano pienamente e puramente italiani scagliandosi l’uno contro l’altro, proclamandosi ognuno unico e legittimo portavoce dell’Islam italiano, e dando luogo ad una ridad di dichiarazioni degna di un qualsiasi Maurizio Gasparri.
L’introduzione di un’ora di Islam a scuola portrebbe conseguenzialmente a doversi confrontare nuovamente con questi problemi od a riconoscere, in spregio dei principi delal democrazia, una parte per il tutto dando adito a divisioni insalubri all’interno delal stessa Ummah italiana.
Piuttosto bisognerebbe riconsiderare la natura dell’insegnamento della religione cattolica stessa la quale, come sa chi ha frequentato almeno un corso della stessa nelel scsuole e non ha perso il senso critico, spesso si pone, ed in questo contrasta con quanto sostenuto a più riprese dal Cardinal Bagnasco ed inverando invece la natura gentiliana di tale insegnamento, come un ora di Catechismo, per diventare, con gli anni, poco più di un ora di buco senza costrutto, con gli insegnanti volenterosi e coscenziosi che di quando in quando salvano la situazione con programmi non ufficiali di più ampio respiro.