Fini e la destra di domani (o dopodomani)

Quando venne inventato il partito della Libertà, si sciolse Alleanza Nazionale, confluita, di là delle parole di circostanza usate dai retori da Congresso, in una Forza Italia più vasta e sempre legata al potere assoluto e assolutistico del Capo del Governo. Sembrava  dunque essersi chiusa la parabola italiana delle destra conservatrice,  già erede,  dagli anni ’90,  di quella destra che aveva guardato, di anno in anno sempre meno, al Fascismo, repubblichino o mussoliniano, come ad un momento della storia italiana da non demonizzare se non da rimpiangere o riproporre anche al di là di sbagli che tali non erano per tutti coloro che navigarono in quelle acque.

Quell’esperienza, più o meno depurata delle sue tante ombre,  sembrava essersi persa nel qualunquismo populistico del berlusconismo,  incarnazione di quella che De Felice chiamò, parlando della Resistenza, la zona grigia, il folto gruppo di quanti vissuti attraverso il Ventennio non intesero scegliere, in nome del guicciardiano particulare e per ignavia ideologica, che sostennero poi l’Uomo qualunque di Giannini e si traghettarono nella DC più per inerzia e clientelismo che per intima convinzione.

Il fascismo che questa Italia rimpiange lo ha descritto benissimo Cristina Baldassini, nel suo l’Ombra di Mussolini, ed era quello dei rotocalchi, delle Edde e delle Donne Rachele, dei figli segreti del Duce e delle foto di famiglia dei Petacci.

Mi è sembrato  strano vedere gli eredi del MSI andare a braccetto,  dopo decenni di battaglie per la correttezza dell’agire politico,  sia pure in nome di molti presunti valori che io continuo a non condividere che comunque sembravano  professati in sincerità ed a caro prezzo, con quelli che distribuivano normografi per votare le preferenze, hanno contribuito al loro esilio politico per decenni, e rappresentano l’incarnazione più assoluta di quel modo di dire, orrendo e pure così attagliante a buona parte delal nazione,  per cui Franza o Spagna, basta che se magna.

Con la direzione nazionale di oggi potrebbe essere ripreso il cammino di una destra europea, di stampo conservatore e neogollista, anche in questo paese. C’è speranza, come auspicabile in un paese normale, che in un futuro che spero prosssimo, ci sarà una destra che potra sopravvivere al partito di plastica (è vero che la plastica è non biodegradabile!) ed al suo padrone, per ristabilire uan dialettica politica morale e costruttiva.

Certo non so come La Russa e Alemanno si sentano oggi, ma a me, orecchiante del loro mondo, sembra proprio che abbiano, con scarsa lungimiranza, tradito.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.